WASHINGTON DC – Nuovi segnali di tensione arrivano dall’amministrazione americana su due fronti strategici: sicurezza internazionale e politica commerciale. Il presidente degli Stati Uniti Donald Trumpha diffuso due messaggi attraverso la piattaforma Truth, puntando il dito contro l’Iran per un presunto attacco nello Stretto di Hormuz e annunciando una possibile risposta economica nei confronti dei Paesi che introdurranno una Digital Services Tax sulle società statunitensi.
Trump: “L’Iran ha violato il cessate il fuoco”
Secondo quanto riferito dal presidente americano, alcune navi in navigazione nello stretto sarebbero state prese di mira da droni d’attacco iraniani. Trump ha dichiarato che sarebbero stati lanciati almeno quattro velivoli senza pilota contro imbarcazioni commerciali impegnate nel passaggio attraverso una delle rotte marittime più importanti al mondo.
Uno dei droni, sempre secondo la ricostruzione del presidente Usa, avrebbe raggiunto una grande nave mercantile provocando danni alla parte superiore dell’imbarcazione. “La nave è stata colpita, ma ha potuto continuare il suo percorso”, ha scritto Trump.
Il presidente ha inoltre affermato che le forze americane sarebbero riuscite a neutralizzare gli altri velivoli diretti verso le navi. Per Trump, l’episodio rappresenterebbe una violazione dell’intesa raggiunta nelle ore precedenti: “Un’evidente violazione del nostro accordo di cessate il fuoco”, ha dichiarato.
Lo Stretto di Hormuz torna al centro della crisi internazionale
La vicenda riporta l’attenzione sulla sicurezza dello Stretto di Hormuz, passaggio marittimo fondamentale per il trasporto di petrolio e merci tra il Golfo Persico e i mercati internazionali.
Ogni escalation nella zona viene monitorata con particolare attenzione dalla comunità internazionale, vista la rilevanza strategica dell’area e il rischio di ripercussioni sui traffici energetici globali.
Al momento, da parte iraniana non è arrivata una risposta ufficiale alle accuse lanciate dal presidente statunitense.
Scontro commerciale con l’Europa sulla tassa digitale
Parallelamente alla questione mediorientale, Trump ha aperto un nuovo capitolo di confronto con diversi Paesi europei sul tema della tassazione delle grandi piattaforme tecnologiche. Il presidente americano ha sostenuto che alcune nazioni europee sarebbero vicine all’introduzione di una tassa sui servizi digitali destinata a colpire le grandi aziende americane del settore.
La risposta annunciata da Washington sarebbe particolarmente dura: dazi del 100% su tutte le merci provenienti dai Paesi che adotteranno questa misura fiscale. Trump ha precisato che le eventuali tariffe potrebbero prevalere anche su accordi commerciali già raggiunti, indipendentemente dal fatto che siano stati firmati o già entrati in vigore.
Due fronti aperti per la Casa Bianca
Le dichiarazioni del presidente americano delineano una strategia che lega strettamente politica estera e interessi economici. Da una parte la pressione sull’Iran dopo gli sviluppi nel Golfo, dall’altra il confronto con gli alleati europei sulle regole fiscali applicate ai giganti digitali. Le prossime mosse di Washington, Teheran e delle capitali europee saranno decisive per capire se le tensioni resteranno sul piano diplomatico o se potranno aprire nuovi scenari internazionali.

