Corte Suprema Usa apre a nuove restrizioni per migranti e richiedenti asilo al confine con il Messico, Trump verso il ritorno della “misurazione”

Corte Suprema Usa apre a nuove restrizioni per migranti e richiedenti asilo al confine con il Messico, Trump verso il ritorno della “misurazione”

WASHINGTON DC – La Corte Suprema degli Stati Uniti ha dato il via libera all’amministrazione del presidente Donald Trump per una possibile reintroduzione di una delle misure più controverse della gestione dei flussi migratori al confine con il Messico. I giudici hanno infatti rimosso l’ostacolo legale che impediva il ritorno della cosiddetta politica della “misurazione”, il sistema che prevede un limite al numero di migranti richiedenti asilo autorizzati ogni giorno a presentare domanda ai punti di ingresso.

La pronuncia, arrivata con un voto di 6-3, ha annullato una precedente decisione di un tribunale federale che aveva bloccato la misura, aprendo così la possibilità per il governo di Washington di ripristinare uno strumento già utilizzato in passato nelle aree di frontiera meridionali.

La decisione della Corte Suprema e la posizione dell’amministrazione Trump

La sentenza non impone automaticamente il ritorno della politica, ma elimina il vincolo giudiziario che ne impediva l’applicazione. La Casa Bianca considera la “misurazione” un meccanismo utile per affrontare l’elevato numero di persone che tentano di accedere al sistema di asilo statunitense.

Secondo l’amministrazione Trump, la pratica rappresenta un metodo di gestione del confine utilizzato anche da precedenti governi, sia democratici sia repubblicani, e consentirebbe agli agenti federali di organizzare gli ingressi evitando un sovraccarico delle strutture incaricate di esaminare le richieste.

Il Dipartimento di Giustizia ha sostenuto davanti ai giudici che le persone fermate prima di entrare formalmente negli Stati Uniti non avrebbero ancora raggiunto il territorio nazionale ai fini dell’applicazione automatica delle procedure di asilo.

Una misura nata sotto Obama e ampliata durante il primo mandato Trump

La politica della “misurazione” venne introdotta per la prima volta durante la presidenza di Barack Obama, quando un improvviso aumento degli arrivi al confine tra San Diego e Tijuana rese difficile la gestione delle richieste.

Successivamente il sistema venne esteso durante il primo mandato di Donald Trump, coinvolgendo diversi valichi di frontiera con il Messico. In pratica, i migranti venivano inseriti in liste di attesa e potevano accedere alle procedure di richiesta di asilo solo quando arrivava il loro turno.

I sostenitori della misura hanno sempre affermato che fosse necessaria per controllare i flussi e garantire una gestione ordinata degli ingressi. I critici, invece, hanno denunciato che il meccanismo avrebbe costretto migliaia di persone a rimanere bloccate per lunghi periodi in aree di confine spesso prive di condizioni adeguate di sicurezza e assistenza.

Il nodo del diritto internazionale e delle richieste di protezione

Al centro della controversia resta l’interpretazione delle norme federali sull’asilo. La legge statunitense stabilisce che chi arriva negli Stati Uniti può chiedere protezione se teme persecuzioni nel proprio Paese d’origine per motivi specifici, tra cui razza, religione, nazionalità, appartenenza a un gruppo sociale determinato o opinioni politiche.

Gli avvocati dei richiedenti asilo sostengono che il diritto alla valutazione iniziale debba essere garantito a chiunque si presenti a un punto di ingresso, indipendentemente dalle modalità di arrivo.

Secondo le organizzazioni che difendono i migranti, limitare gli accessi potrebbe impedire a persone potenzialmente vulnerabili di ottenere una valutazione delle proprie condizioni e di accedere alle tutele previste dalla normativa americana.

Un nuovo fronte della battaglia sull’immigrazione negli Stati Uniti

La vicenda si inserisce in un più ampio confronto giudiziario sulle politiche migratorie dell’amministrazione Trump. La Corte Suprema sta infatti esaminando diversi ricorsi legati alle iniziative della Casa Bianca in materia di immigrazione, comprese le modifiche alle protezioni temporanee per alcuni cittadini stranieri e il dibattito sulla cittadinanza per nascita.

La politica della “misurazione” era stata interrotta durante la pandemia da Covid-19, quando gli Stati Uniti avevano introdotto nuove restrizioni agli ingressi, e successivamente cancellata formalmente nel 2021 dall’amministrazione del presidente Joe Biden.

La decisione dei giudici riapre ora lo scontro politico sul futuro del confine meridionale americano e potrebbe diventare uno degli elementi centrali della strategia migratoria della nuova amministrazione Trump.