Usa-Iran, la diplomazia riparte dalla Svizzera: Trump annuncia verifiche sul nucleare, Vance “Abbiamo posto le basi”

Usa-Iran, la diplomazia riparte dalla Svizzera: Trump annuncia verifiche sul nucleare, Vance “Abbiamo posto le basi”

WASHINGTON DC – Il primo ciclo di trattative tra Stati Uniti e Iran sul dossier nucleare si è concluso con risultati giudicati positivi dalla delegazione americana. Al termine degli incontri ospitati a Burgenstock, in Svizzera, il vicepresidente statunitense J.D. Vance ha parlato di una giornata “molto produttiva”, spiegando che Washington avrebbe raggiunto gli obiettivi principali fissati alla vigilia del confronto.

Secondo Vance, il confronto ha permesso di creare un nuovo canale operativo per garantire la sicurezza dello Stretto di Hormuz, passaggio strategico per il commercio energetico globale. L’obiettivo, ha spiegato, è evitare che nuove crisi possano trasformarsi in escalation incontrollabili. “Abbiamo costruito una struttura di coordinamento che consenta di intervenire rapidamente quando emergono nuove tensioni nella regione”, ha dichiarato il vicepresidente americano.

Nucleare iraniano, torna il ruolo degli ispettori Aiea

Il punto considerato più rilevante dagli Stati Uniti riguarda la disponibilità dell’Iran a consentire il ritorno degli ispettori dell’Aiea, l’Agenzia internazionale per l’energia atomica. Per Vance si tratta di un passaggio fondamentale verso un possibile percorso di controllo permanente del programma nucleare iraniano.

“È il primo passo verso una soluzione definitiva che impedisca lo sviluppo di armi nucleari”, ha affermato il vicepresidente, sottolineando però che il percorso negoziale non è ancora concluso. I gruppi tecnici di Washington e Teheran continueranno ora il lavoro nei prossimi giorni con il coinvolgimento dei mediatori regionali, in particolare Qatar e Pakistan.

Trump: “L’Iran accetterà controlli importanti”

Anche il presidente americano Donald Trump è intervenuto sulla questione attraverso un messaggio pubblicato sulla sua piattaforma social. Trump ha sostenuto che Teheran finirà per accettare verifiche internazionali considerate necessarie per garantire trasparenza sul programma nucleare. Secondo il presidente statunitense, gli sviluppi delle ultime ore rappresentano un possibile passo avanti verso un nuovo equilibrio nella regione.

Delegazione iraniana: “Ora servono garanzie concrete”

La delegazione iraniana guidata dal presidente del Parlamento Mohammad Bagher Ghalibaf ha lasciato la Svizzera dopo una lunga sessione di colloqui durata quasi tutta la giornata. Secondo fonti iraniane, Teheran avrebbe ribadito la necessità che gli impegni contenuti nel memorandum raggiunto con gli Stati Uniti vengano rispettati prima di procedere verso un accordo finale.

Il portavoce del ministero degli Esteri iraniano Esmaeil Baghaei ha spiegato che la posizione di Teheran è stata presentata “in modo chiaro”: qualsiasi ulteriore passo dovrà essere accompagnato da misure concrete, tra cui la possibilità di esportare petrolio e il rilascio di parte dei fondi congelati all’estero.

Pakistan: “Accordo finale possibile entro due mesi”

Il Pakistan, coinvolto come mediatore insieme al Qatar, ha annunciato la conclusione positiva del primo incontro del comitato di coordinamento politico. Il premier pakistano Shehbaz Sharif ha parlato di un clima costruttivo e ha riferito che le parti avrebbero concordato una possibile tabella di marcia con l’obiettivo di arrivare a un’intesa definitiva entro 60 giorni. Sharif ha elogiato il coinvolgimento sia americano sia iraniano, definendo il dialogo un’opportunità per ridurre le tensioni in Medio Oriente.

Lo Stretto di Hormuz resta il nodo centrale

La questione dello Stretto di Hormuz è stata una delle più delicate del confronto. Nei giorni precedenti ai negoziati Teheran aveva minacciato nuove restrizioni sul passaggio delle navi, mentre Washington aveva avvertito che qualsiasi blocco avrebbe provocato una risposta. L’intesa raggiunta prevede un meccanismo per mantenere aperta la rotta marittima e creare strumenti di intervento per evitare nuove crisi.

Verso una nuova fase diplomatica

Il confronto di Burgenstock non ha prodotto ancora un accordo definitivo, ma ha aperto una fase diplomatica più strutturata. Le prossime settimane saranno decisive: i gruppi tecnici dovranno trasformare gli impegni politici in misure operative, mentre resta alta l’attenzione internazionale sulla stabilità del Medio Oriente. Per Vance, il percorso appena iniziato rappresenta soltanto “le fondamenta di una casa ancora da costruire”. L’obiettivo finale resta un’intesa capace di garantire sicurezza regionale, controllo del nucleare iraniano e una riduzione delle tensioni tra Washington e Teheran.