Iran, Bessent: “Con la riapertura di Hormuz il prezzo del petrolio può crollare rapidamente”

Iran, Bessent: “Con la riapertura di Hormuz il prezzo del petrolio può crollare rapidamente”

WASHINGTON DC – Una possibile de-escalation della crisi tra Stati Uniti e Iran potrebbe avere conseguenze immediate sull’economia globale e soprattutto sul mercato energetico internazionale. Ne è convinto il segretario al Tesoro americano Scott Bessent, che nel corso del briefing odierno alla Casa Bianca ha spiegato come una normalizzazione della situazione nello Stretto di Hormuz potrebbe provocare un rapido calo del prezzo del petrolio dopo settimane di forti tensioni geopolitiche.

Bessent: “Il mercato tornerà rapidamente ben rifornito”

Rispondendo alle domande dei giornalisti sull’aumento dei costi dell’energia e sull’impatto delle tensioni in Medio Oriente, Bessent ha sottolineato che nel Golfo Persico ci sarebbero attualmente numerose navi cisterna ferme o rallentate, in attesa di poter attraversare in sicurezza lo stretto che collega il Golfo Persico al Mare Arabico.

Secondo il segretario al Tesoro, un eventuale accordo tra Washington e Teheran per garantire la piena libertà di navigazione consentirebbe al mercato petrolifero di tornare rapidamente alla normalità.“Potremmo assistere a una discesa molto veloce dei prezzi del petrolio”, ha dichiarato Bessent davanti ai cronisti, aggiungendo che il mercato energetico globale potrebbe tornare in tempi brevi a essere “molto ben rifornito”.

Le dichiarazioni arrivano in una fase particolarmente delicata per i mercati internazionali, con gli investitori che continuano a monitorare con attenzione ogni sviluppo legato alla sicurezza dello Stretto di Hormuz, punto strategico attraverso cui transita una quota significativa delle esportazioni mondiali di greggio.

Gli Emirati, l’OPEC e il ruolo dell’Oman

Nel corso del briefing, Bessent ha anche lasciato intendere che un eventuale aumento dell’offerta di petrolio potrebbe arrivare dagli Emirati Arabi Uniti, qualora Abu Dhabi decidesse di prendere le distanze dalle strategie produttive dell’OPEC. Una maggiore disponibilità di greggio, secondo il segretario al Tesoro, contribuirebbe ad alleggerire rapidamente la pressione sui mercati internazionali e sui consumatori americani.

Bessent ha inoltre riferito di aver parlato oggi con l’ambasciatore dell’Oman a Washington, Talal Alrahbi, il quale gli avrebbe assicurato di non avere “alcun piano” per introdurre pedaggi nello Stretto di Hormuz. Le sue parole arrivano dopo le dichiarazioni del presidente Donald Trump che durante il briefing di Gabinetto di mercoledì aveva avvertito l’Oman – storico alleato degli Stati Uniti nella regione – di non stipulare accordi con Teheran per condividere il controllo dello stretto, affermando che in caso contrario Washington “dovrà farli saltare in aria”.

Il segretario al Tesoro ha però minimizzato la portata della retorica utilizzata dal presidente, spiegando che Trump voleva principalmente “sottolineare la libertà di navigazione nello stretto”.

Il piano economico per i neonati americani

Durante la conferenza stampa, Bessent ha affrontato anche temi di politica economica interna, promuovendo il nuovo programma dell’amministrazione Trump dedicato ai neonati americani.

L’iniziativa prevede la creazione di conti d’investimento individuali per ogni bambino, con un contributo iniziale di mille dollari versato dal governo federale nel momento dell’apertura del conto da parte delle famiglie.

Secondo Bessent, quasi sei milioni di bambini sarebbero già stati registrati al programma, che entrerà ufficialmente in vigore il prossimo 4 luglio. Le somme depositate verranno investite attraverso il mercato azionario tramite società private e potranno essere utilizzate dai beneficiari una volta raggiunta la maggiore età.

Il segretario al Tesoro ha definito il progetto “uno dei benefici più importanti per i giovani americani”, sostenendo che la misura punta a rafforzare la cultura del risparmio e degli investimenti di lungo periodo tra le famiglie statunitensi.

La proposta della banconota da 250 dollari con il volto di Trump

Nel briefing è emerso infine anche il tema della proposta repubblicana per introdurre una nuova banconota da 250 dollari raffigurante Donald Trump. Bessent ha evitato di prendere una posizione politica diretta sulla questione, limitandosi a ricordare che ogni decisione spetterà al Congresso e che il Dipartimento del Tesoro si limiterà ad applicare la normativa vigente.

“Dipende tutto da Capitol Hill. Noi seguiremo la legge”, ha dichiarato il segretario, ricordando che le attuali norme federali vietano l’utilizzo di persone viventi sulla valuta americana. Le sue parole arrivano mentre continuano a circolare indiscrezioni secondo cui il Dipartimento del Tesoro avrebbe già predisposto un primo modello preliminare della nuova banconota celebrativa, collegata anche alle iniziative per il 250esimo anniversario della fondazione degli Stati Uniti.

Una proposta di legge presentata dal deputato repubblicano Joe Wilson punta infatti a introdurre una deroga speciale che consentirebbe di inserire il volto del presidente americano sulle future emissioni monetarie federali.