Stati Uniti colpiscono siti missilistici e navi iraniane: Trump annuncia distruzione dell’uranio, Rubio apre a un accordo con Teheran

Stati Uniti colpiscono siti missilistici e navi iraniane: Trump annuncia distruzione dell’uranio, Rubio apre a un accordo con Teheran

WASHINGTON DC – Le tensioni tra Stati Uniti e Iran tornano a salire dopo una serie di eventi militari nello scenario strategico dello Stretto di Hormuz, mentre sul fronte diplomatico si continua a discutere di possibili spiragli per un’intesa.

Il presidente americano Donald Trump ha dichiarato su Truth Social che l’uranio arricchito iraniano verrà trasferito negli Stati Uniti per essere smantellato o distrutto. In alternativa, il processo potrebbe avvenire direttamente in Iran o in un Paese terzo, sotto supervisione della Commissione per l’energia atomica o di un organismo equivalente.

Esplosioni a Bandar Abbas e attivazione della difesa aerea iraniana

Nelle ultime ore, diverse esplosioni sono state segnalate nella città portuale di Bandar Abbas, area strategica del Golfo Persico. Il Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche (IRGC) ha riferito, secondo fonti locali, di aver udito più detonazioni senza fornire inizialmente una spiegazione ufficiale. In un secondo comunicato, sono state segnalate ulteriori esplosioni anche nei pressi dell’aeroporto di Bandar Abbas.

Le difese aeree iraniane sarebbero state attivate per intercettare presunte minacce ostili. L’agenzia statale IRNA ha confermato che nella notte si sono verificati “diversi boati consecutivi”, mentre le cause restano ancora da chiarire. Secondo l’agenzia semi-ufficiale Fars, rumori simili sarebbero stati avvertiti anche in altre aree del Golfo Persico, tra Sirik e Jask. La città di Bandar Abbas, sede di importanti installazioni navali e aeree, rappresenta un punto chiave lungo lo Stretto di Hormuz, snodo strategico per il traffico energetico mondiale.

Attacchi USA “in autodifesa” contro obiettivi iraniani nello Stretto di Hormuz

Il Comando Centrale degli Stati Uniti (CENTCOM) ha confermato di aver condotto operazioni militari definite “di autodifesa” contro siti missilistici e imbarcazioni iraniane nello Stretto di Hormuz. Il portavoce militare Timothy Hawkins ha spiegato che gli attacchi hanno colpito infrastrutture utilizzate per il lancio di missili e unità navali sospettate di preparare il posizionamento di mine.

Secondo Washington, si tratta di azioni necessarie per proteggere le forze americane nella regione, pur mantenendo una linea di contenimento nell’ambito del cessate il fuoco ancora in vigore. Negli ultimi mesi, Stati Uniti e Iran si sarebbero già scambiati operazioni militari limitate lungo una delle rotte marittime più sensibili al mondo.

Rubio: “Un’intesa con l’Iran è ancora possibile”

Sul piano diplomatico, il segretario di Stato americano Marco Rubio ha affermato che un accordo con Teheran resta possibile nonostante le recenti operazioni militari. Durante una visita ufficiale in India, Rubio ha spiegato che sono in corso colloqui anche in Qatar e che il principale nodo riguarda la definizione del testo iniziale dell’intesa. Secondo il segretario di Stato, i negoziati richiederanno ancora alcuni giorni di confronto tecnico e politico.

Rubio ha ribadito che l’amministrazione americana è aperta a una soluzione diplomatica, ma ha sottolineato che lo Stretto di Hormuz deve restare aperto alla navigazione internazionale, definendo inaccettabili eventuali blocchi o interferenze.

Scenario in evoluzione tra escalation militare e diplomazia fragile

La situazione resta estremamente delicata: da un lato le operazioni militari nello Stretto di Hormuz e le esplosioni segnalate in territorio iraniano, dall’altro i tentativi di mantenere aperto un canale negoziale tra Washington e Teheran. L’equilibrio regionale appare sempre più instabile, con possibili conseguenze sulla sicurezza globale e sui flussi energetici internazionali.