WASHINGTON DC – Un colloquio riservato durato diverse ore, lontano dalle telecamere e con l’obiettivo dichiarato di ricucire un rapporto strategico tra Stati Uniti e Brasile. Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha accolto oggi alla Casa Bianca il presidente brasiliano Luiz Inácio Lula da Silva per un vertice che potrebbe segnare una nuova fase nelle relazioni tra i due Paesi dopo mesi di tensioni sul commercio internazionale e sulle politiche tariffarie americane.
L’incontro, inizialmente previsto anche davanti alla stampa, si è trasformato in un faccia a faccia a porte chiuse nello Studio Ovale. Secondo quanto riferito dalla delegazione brasiliana, è stato Lula a chiedere un confronto privato con Trump per affrontare i dossier più delicati senza esposizione mediatica. Dopo la riunione, i due leader hanno partecipato a un pranzo ufficiale alla Casa Bianca prima che il presidente brasiliano si recasse all’ambasciata del Brasile a Washington per una conferenza stampa durata oltre un’ora.
Lula punta sul rilancio dell’asse Washington-Brasilia
Nel corso dell’incontro con i giornalisti, Lula ha descritto il summit come un momento “fondamentale” per il futuro delle relazioni bilaterali, sottolineando la necessità di rafforzare la cooperazione tra quelle che ha definito “le due maggiori democrazie del continente americano”.
“Esco da questo incontro convinto che sia stato compiuto un passo molto importante”, ha dichiarato il leader brasiliano, insistendo sul valore politico e strategico di un’intesa tra Stati Uniti e Brasile in un contesto internazionale sempre più instabile.
Il presidente brasiliano ha più volte evidenziato la necessità di riportare Washington al centro degli interessi economici brasiliani dopo il progressivo rafforzamento della presenza cinese in America Latina. Secondo Lula, gli Stati Uniti devono tornare a considerare il Brasile un partner prioritario non soltanto sul piano commerciale, ma anche sul fronte geopolitico e industriale.
Dazi e commercio al centro del vertice
Uno dei principali temi affrontati durante il colloquio è stato quello dei dazi commerciali imposti dall’amministrazione Trump negli ultimi mesi. Lula ha criticato apertamente l’approccio protezionistico della Casa Bianca, definendo “unilaterali” alcune delle misure adottate da Washington nei confronti dei partner commerciali.
Nonostante le divergenze, il presidente brasiliano ha confermato la nascita di un gruppo di lavoro congiunto incaricato di affrontare le controversie economiche tra i due Paesi e individuare possibili compromessi.
“Chi avrà sbagliato dovrà fare un passo indietro”, ha affermato Lula, spiegando che il Brasile è disposto a negoziare ma senza rinunciare ai propri interessi strategici.
Secondo quanto emerso dalla conferenza stampa, sul tavolo del confronto ci sarebbero stati anche il sistema brasiliano di pagamenti digitali Pix, le esportazioni agricole, i minerali critici e le accuse americane relative a pratiche commerciali considerate scorrette da Washington.
Sicurezza, narcotraffico e cooperazione internazionale
Ampio spazio è stato dedicato anche alla sicurezza regionale e alla lotta contro il crimine organizzato. Lula ha sostenuto la necessità di costruire una risposta multilaterale contro il narcotraffico, respingendo l’idea che una singola potenza possa affrontare autonomamente il fenomeno.
Il presidente brasiliano ha inoltre ricordato che una parte delle armi sequestrate alle organizzazioni criminali in Brasile proviene dagli Stati Uniti, aggiungendo che il riciclaggio internazionale di denaro coinvolge anche strutture finanziarie presenti sul territorio americano.
Parole che confermano la volontà di Brasilia di impostare il confronto con Washington su basi più equilibrate, evitando un approccio sbilanciato esclusivamente sulle responsabilità latinoamericane.
Terre rare e minerali strategici, Lula difende la sovranità brasiliana
Tra i temi più sensibili affrontati durante il vertice figura quello delle terre rare e dei minerali strategici, considerati sempre più cruciali nella competizione economica globale tra Stati Uniti e Cina.
Lula ha definito queste risorse una “questione di sovranità nazionale”, chiarendo che il Brasile intende mantenere il controllo politico sulle proprie ricchezze naturali pur aprendosi agli investimenti stranieri.
Il presidente brasiliano ha spiegato che Brasilia non intende imporre preclusioni ideologiche agli investitori internazionali e che aziende americane, europee e cinesi potranno operare nel Paese a condizione di rispettarne le regole democratiche e la sovranità economica.
“Non abbiamo veti contro nessuno. Difenderemo soltanto la nostra democrazia e la nostra indipendenza”, ha dichiarato.
Il messaggio di Trump dopo il colloquio
Al termine dell’incontro, anche Trump ha commentato il vertice con un messaggio pubblicato sul social Truth, definendo il confronto con Lula “molto positivo”.
Il presidente americano ha spiegato che il dialogo si è concentrato soprattutto sulle relazioni commerciali e sui dazi, annunciando nuovi incontri tecnici tra le delegazioni dei due Paesi nelle prossime settimane.
Trump ha inoltre lasciato intendere che il negoziato tra Washington e Brasilia proseguirà nei prossimi mesi con ulteriori contatti diretti tra le due amministrazioni.
La battuta sui Mondiali stempera il clima
A chiudere la giornata è stato un momento più leggero raccontato dallo stesso Lula durante la conferenza stampa all’ambasciata brasiliana.
Il presidente ha riferito di aver scherzato con Trump sui prossimi Mondiali di calcio, dicendogli di sperare che gli Stati Uniti non annullino il visto alla nazionale brasiliana perché il Brasile arriverà “per vincere la Coppa del Mondo”.
Una battuta che, secondo Lula, ha provocato la risata del presidente americano e contribuito ad alleggerire il clima dopo ore di discussioni su commercio, sicurezza e geopolitica.
L’incontro di Washington rappresenta uno dei tentativi diplomatici più rilevanti degli ultimi mesi per rilanciare il rapporto tra Stati Uniti e Brasile. Nonostante le distanze politiche e le divergenze economiche, sia Trump sia Lula sembrano aver scelto la strada del dialogo, consapevoli del peso strategico che l’asse Washington-Brasilia continua ad avere negli equilibri dell’intero continente americano.

