Trump dopo il fallimento dei negoziati a Islamabad: “Marina degli Stati Uniti inizia blocco navale nello Stretto di Hormuz”

Trump dopo il fallimento dei negoziati a Islamabad: “Marina degli Stati Uniti inizia blocco navale nello Stretto di Hormuz”

Articolo scritto per Italynews in data 12 Aprile 2026

WASHINGTON DC – “Con effetto immediato la Marina degli Stati Uniti, la migliore al mondo, inizierà il processo di blocco di qualsiasi nave che tenti di entrare o uscire dallo Stretto di Hormuz”, così su Truth il presidente degli Stati Uniti Donald Trump.

Nel messaggio pubblicato sulla sua piattaforma, il presidente americano ha parlato di una risposta dura alle attività attribuite all’Iran, accusato di imporre “pedaggi illegali” alle navi: “Questa è estorsione globale e i leader dei Paesi, soprattutto degli Stati Uniti d’America, non saranno mai ricattati”, si legge ancora nel post, in cui Trump afferma inoltre che la Marina statunitense intercetterà “ogni nave in acque internazionali che abbia pagato un pedaggio all’Iran”.

Il presidente americano aggiunge che verranno prese misure contro le presunte mine presenti nell’area, sostenendo che gli Stati Uniti “inizieranno a distruggere le mine che gli iraniani hanno piazzato nello Stretto”. Nel messaggio compaiono anche minacce dirette in caso di attacchi contro navi militari o civili: “Ogni iraniano che apra il fuoco contro di noi o contro navi civili verrà annientato”.

Trump descrive inoltre un quadro di forte indebolimento delle capacità militari iraniane, affermando che “la loro Marina è finita, la loro aviazione è finita, i loro sistemi radar e antiaerei sono inutili”. Il messaggio si chiude con toni di ulteriore escalation, in cui si legge che le forze armate statunitensi sarebbero “pronte e pienamente operative” e che “finiranno ciò che resta dell’Iran”. Nel suo intervento, Trump accusa Iran di aver mancato gli impegni relativi alla sicurezza e alla piena riapertura della rotta marittima, sottolineando come tale situazione stia generando effetti a catena sull’economia globale, in particolare sui traffici energetici e sulle rotte commerciali internazionali.

Crisi nello Stretto di Hormuz e accuse a Teheran

Trump sostiene che la mancata apertura dello stretto abbia prodotto un clima di forte instabilità. “L’Iran aveva promesso di riaprire lo Stretto di Hormuz e non lo ha fatto consapevolmente”, afferma il presidente, attribuendo a questa scelta una responsabilità diretta nell’aumento delle tensioni internazionali.

Nel suo messaggio viene evidenziato anche il tema della sicurezza marittima: la sola ipotesi di mine o ordigni nelle acque, anche se non confermata in modo indipendente, avrebbe, secondo Trump, un effetto immediato sulle compagnie di navigazione, inducendole a evitare l’area. “Quale armatore sarebbe disposto a correre un rischio simile?”, osserva il presidente, sottolineando come l’incertezza percepita possa essere sufficiente a bloccare parte del traffico marittimo nella regione.

Pressioni internazionali e danno reputazionale

Il presidente descrive inoltre un quadro di crescente isolamento per l’Iran sul piano diplomatico e reputazionale. Secondo Trump, la situazione avrebbe già prodotto un danno significativo all’immagine internazionale del Paese, aggravando ulteriormente le tensioni con la comunità internazionale. “Si sta creando un danno serio e potenzialmente duraturo alla reputazione dell’Iran”, si legge nella sua posizione, con un riferimento diretto alle conseguenze politiche ed economiche della crisi. Il presidente insiste anche sulla necessità di un intervento rapido per ripristinare la piena operatività della via d’acqua, considerata essenziale per la stabilità dei mercati globali.

Diplomazia e incontri internazionali

Nel suo messaggio, Trump riferisce inoltre di essere stato informato da esponenti della sua amministrazione, tra cui il vicepresidente JD Vance, sull’esito di una serie di contatti diplomatici multilaterali. Tra questi, particolare rilievo viene attribuito a incontri svoltisi a Islamabad, con il coinvolgimento delle autorità pakistane e la mediazione del primo ministro Shehbaz Sharif. Trump sottolinea il ruolo della leadership pakistana, definendola determinante nella gestione del dialogo regionale e nel contenimento delle tensioni tra attori rivali, compresa la delicata relazione tra India e Pakistan.

Il punto centrale: il programma nucleare iraniano

La parte più rilevante del messaggio riguarda però il dossier nucleare iraniano, che il presidente definisce il vero spartiacque dell’intera vicenda geopolitica. Donald Trump afferma che, nonostante colloqui lunghi e complessi, la posizione di Iran resterebbe immutata sul punto essenziale. “L’Iran non è disposto a rinunciare alle proprie ambizioni nucleari”, sostiene il presidente, evidenziando come questo elemento renda secondari tutti gli altri possibili sviluppi negoziali. Nel suo ragionamento, anche eventuali intese su aspetti marginali non avrebbero un peso reale rispetto alla questione centrale della proliferazione nucleare.

“Linea rossa invalicabile”: nessuna arma atomica per Teheran

Il messaggio si chiude con una posizione netta e senza aperture. “L’Iran non avrà mai un’arma nucleare”, ribadisce il presidente degli Stati Uniti Donald Trump, confermando una linea politica che viene presentata come costante e non negoziabile.