Articolo scritto per Italpress in data 8 Aprile 2026
WASHINGTON (STATI UNITI) (ITALPRESS) – “Ci auguriamo che venga data adeguata copertura a questa storica vittoria”. Così la portavoce della Casa Bianca Karoline Leavitt nel corso del briefing con la stampa, commentando gli sviluppi dell’operazione militare annunciata dal presidente Donald Trump. “Si tratta di una vittoria per gli Stati Uniti d’America, resa possibile dal presidente e dalle nostre straordinarie forze armate fin dall’inizio dell’operazione ‘Epic Fury’”, ha dichiarato. Nel corso dello stesso briefing, Leavitt ha annunciato l’avvio della fase diplomatica: il primo round di negoziati con l’Iran si terrà “sabato mattina”a Islamabad e la delegazione statunitense sarà guidata dal vicepresidente JD Vance. La portavoce ha precisato che Vance sarà affiancato da Steve Witkoff e Jared Kushner, sottolineando che “il presidente è stato coinvolto in tutte le discussioni” e che questa rappresenta la nuova fase dei colloqui.
Secondo la portavoce, Trump aveva previsto un’operazione militare della durata di quattro-sei settimane per smantellare la minaccia rappresentata dal regime iraniano, ma “gli Stati Uniti hanno raggiunto e superato gli obiettivi militari fondamentali in soli 38 giorni”. Nel dettaglio, “l’esercito americano ha distrutto la base industriale della difesa iraniana”, compromettendo la capacità di produrre armi e riducendo drasticamente le capacità missilistiche e l’uso di droni. “Oltre 13.000 obiettivi sono stati colpiti in appena 38 giorni”, ha sottolineato. Leavitt ha inoltre sostenuto che “la Marina iraniana è stata completamente annientata”, mentre le forze aeree sarebbero ormai “irrilevanti dal punto di vista operativo”. “I loro piani militari e nucleari sono stati distrutti, insieme a gran parte della leadership, incluso l’ex guida suprema Ali Khamenei”, ha aggiunto. “La comunità internazionale ha assistito a un trionfo militare storico”, ha proseguito, ricordando anche “i 13 militari americani caduti in questa missione”.
Sul piano diplomatico, la portavoce ha spiegato che la pressione esercitata ha portato Teheran ad accettare un cessate il fuoco e a riaprire lo Stretto di Hormuz. “Una prima proposta iraniana era inaccettabile, ma una versione rivista rappresenta una base negoziale praticabile”. Nel corso del briefing, i giornalisti hanno incalzato la portavoce su vari fronti. Alla domanda sui rapporti con la Cina, Leavitt ha affermato che Trump “è stato coinvolto in tutte le discussioni” e ha “grande rispetto per Xi Jinping”, con cui mantiene “un ottimo rapporto di lavoro”, annunciando anche una prossima visita. Sullo Stretto di Hormuz, alla domanda su eventuali pedaggi, ha ribadito che si tratta di un’ipotesi ancora in discussione, ma ha chiarito che la priorità è la riapertura “senza alcuna limitazione”. Rispondendo anche a quesiti sul controllo dello Stretto, ha aggiunto che “ci aspettiamo che venga riaperto immediatamente” e che gli Stati Uniti stanno monitorando la situazione “minuto per minuto”, segnalando già un aumento del traffico.
Sul nucleare iraniano, Leavitt ha confermato che la fine dell’arricchimento dell’uranio resta una linea rossa “non negoziabile”, pur auspicando una soluzione diplomatica. A chi chiedeva notizie su nuove esplosioni in Iran, la portavoce ha invitato alla prudenza, sottolineando che i cessate il fuoco “sono per natura fragili” e richiedono tempo per essere pienamente attuati. Sollecitata sulle dichiarazioni del presidente riguardo a possibili scenari estremi, ha parlato di “una minaccia molto forte” che ha contribuito a spingere l’Iran ad accettare il cessate il fuoco. In merito alle tensioni con gli alleati Nato, Leavitt ha riferito parole dure del presidente, secondo cui “sono stati messi alla prova e hanno fallito”,annunciando un confronto diretto con il segretario generale. Alla domanda su un possibile cambio di regime in Iran, ha invitato alla cautela: “È ancora presto per dirlo”. Un giornalista ha sollevato una possibile contraddizione tra l’invito agli iraniani a restare nelle proprie case e quello a “riprendersi il Paese”. Leavitt ha risposto che gli Stati Uniti stanno entrando “in una nuova fase negoziale con ciò che resta del regime”, con l’obiettivo di una pace duratura che includa anche il popolo iraniano.
Sul fronte interno, alla domanda sulle deportazioni di cittadini iraniani negli Stati Uniti, la portavoce ha ribadito che “chiunque si trovi nel Paese illegalmente o in modo fraudolento sarà soggetto alla legge e potrà essere rimpatriato”, confermando che la questione resta una priorità per le autorità. Quanto alla sicurezza del vicepresidente e del team negoziale, ha assicurato piena fiducia nel Secret Service. Interrogata su Cuba, Leavitt ha chiarito che Trump si riferiva al fatto che “il regime cubano è destinato a cadere”, sottolineando la debolezza economica del Paese, ma senza annunciare nuove misure. Sulla presenza militare americana, ha rinviato al Pentagono per i dettagli, ribadendo comunque che “nulla verrà modificato nell’immediato” durante il cessate il fuoco di due settimane e che le forze armate resteranno pronte. Infine, alla domanda su una possibile uscita degli Stati Uniti dalla NATO, ha confermato che “è un tema di cui il presidente ha discusso” e che potrebbe essere affrontato nel prossimo incontro con il segretario generale. Leavitt ha concluso ribadendo l’obiettivo dell’amministrazione: arrivare a un accordo che garantisca “stabilità a lungo termine in Medio Oriente” e auspicando che l’Iran possa diventare “un Paese di pace e prosperità”.
MASSICCI RAID ISRAELIANI SU BEIRUT
In 10 minuti e simultaneamente in diverse aree del Libano, le Forze di difesa israeliane (Idf) hanno portato a termine un attacco contro circa 100 obiettivi del gruppo armato libanese Hezbollah. Lo ha annunciato l’esercito, aggiungendo che si tratta del “più grande attacco in Libano dall’inizio dell’operazione ‘Ruggito del Leone’”.
“Le Idf hanno recentemente concluso un’ampia offensiva contro i quartier generali e le infrastrutture militari dell’organizzazione terroristica Hezbollah a Beirut, nella valle della Bekaa e nel Libano meridionale”, fa sapere l’esercito. Durante il raid, sono stati colpiti “quartieri generali dell’intelligence e quartier generali centrali utilizzati dai terroristi dell’organizzazione per dirigere e pianificare complotti terroristici contro le forze delle Idf e i cittadini dello Stato di Israele, infrastrutture dei sistemi di fuoco e navali dell’organizzazione terroristica”.
La “maggior parte delle infrastrutture attaccate si trovava nel cuore delle aree civili, nell’ambito del cinico sfruttamento che l’organizzazione terroristica Hezbollah sta facendo dei cittadini libanesi, usandoli come scudi umani per proteggere le proprie attività. Prima degli attacchi, sono state prese misure per ridurre al minimo i danni alla popolazione civile”, proseguono le Idf.
L’esercito conclude: “L’organizzazione terroristica Hezbollah ha deciso di unirsi alla campagna e di operare sotto l’egida del regime terroristico iraniano, danneggiando lo Stato libanese e i suoi cittadini. Lo Stato libanese e i suoi cittadini devono opporsi all’insediamento di Hezbollah nelle aree civili e ai tentativi dell’organizzazione di rafforzare il proprio arsenale. Le Idf continueranno ad agire con fermezza contro l’organizzazione terroristica Hezbollah e non permetteranno che vengano arrecati danni ai cittadini dello Stato di Israele”. I media libanesi riportano che gli attacchi hanno interessato anche la capitale Beirut.
KATZ “ATTACCO A SORPRESA CONTRO CENTINAIA DI TERRORISTI DI HEZBOLLAH”
“Le Forze di difesa israeliane hanno colpito centinaia di terroristi di Hezbollah in un attacco a sorpresa contro i quartier generali in tutto il Libano. Questo è il più grande attacco concentrato subito da Hezbollah dai tempi dell’operazione dei cercapersone”. Lo ha dichiarato il ministro della Difesa israeliano, Israel Katz, dopo i raid contro circa 100 obiettivi di Hezbollah colpiti simultaneamente in 10 minuti. Katz ha poi minacciato nuovamente il capo dell’organizzazione armata filo-iraniana, Naim Qassem: “Non ha capito ciò che Nasrallah ha capito negli ultimi istanti della sua vita: che l’Israele post-7 ottobre non accetterà alcuna minaccia o danno ai suoi cittadini, né dall’Iran né dal Libano. Arriverà anche il turno dell’arciterrorista Naim Qassem”. Nel 2024 l’attacco di Israele con i cercapersone in dotazione ai membri di Hezbollah provocò centinaia di morti e feriti tra i miliziani.
PASDARAN ANNUNCIANO “IMMINENTE RISPOSTA” A ISRAELE
L’Iran è in procinto di preparare “una risposta alla violazione del cessate il fuoco da parte di Israele”. Lo ha riferito l’agenzia di stampa semiufficiale Fars, citando una fonte militare. Secondo la stessa fonte, il Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica (IRGC) ha lanciato un chiaro avvertimento: “L’ingresso di qualsiasi tipo di aereo nemico nello spazio aereo del Paese, anche senza compiere atti di violazione, riceverà una risposta decisa e ferma”. Il corpo dei Pasdaran ha ribadito la propria posizione dura, sottolineando che non tollererà alcuna intrusione o azione ostile, mantenendo alta la vigilanza nonostante l’accordo di cessate il fuoco di due settimane annunciato tra Stati Uniti e Iran. Queste dichiarazioni arrivano mentre persistono tensioni legate al fronte libanese e alle operazioni israeliane contro Hezbollah, che Israele considera escluse dalla tregua con Teheran.
LIBANO: PRESIDENTE AOUN RIBADISCE APERTURA A NEGOZIATI
Il “Libano rimane impegnato nell’iniziativa negoziale annunciata, che prevede innanzitutto il raggiungimento di una tregua durante la quale si svolgeranno negoziati diretti tra Libano e Israele per fermare l’escalation militare. Questa iniziativa rappresenta una reale opportunità per ripristinare la stabilità nella regione, ma Israele continua i suoi attacchi e si rifiuta di dialogare”. Lo ha detto il presidente libanese Joseph Aoun, durante l’incontro con il ministro degli Esteri belga Maxime Prévot, secondo una nota della presidenza della Repubblica.
“Il Libano accoglie con favore qualsiasi sostegno europeo e belga per porre fine alla guerra contro di esso”, ha aggiunto, sottolineando che “i continui e brutali bombardamenti israeliani su Beirut, il Monte Libano, la Valle della Bekaa e il Libano meridionale, che prendono di mira i civili e causano massacri con centinaia di morti e feriti, confermano la persistenza di Israele nella sua aggressione e la pericolosa escalation, nonostante gli sforzi internazionali per contenere la tensione nella regione”.
ARAGHCHI A COLLOQUIO CON CAPO ESERCITO PAKISTANO SU “VIOLAZIONI TREGUA”
Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha discusso le presunte violazioni dell’accordo di cessate il fuoco avvenute oggi in Iran e in Libano nel corso di una telefonata con il capo dell’esercito pakistano, il maresciallo Asim Munir. Lo ha riferito il Ministero degli Esteri iraniano, in una nota ripresa dalla Tv al Jazeera, sottolineando che il colloquio si è concentrato sulle violazioni registrate dopo l’annuncio del cessate il fuoco di due settimane tra Stati Uniti e Iran, mediato dal Pakistan. Teheran ha espresso preoccupazione per quelle che definisce “violazioni” del cessate il fuoco, in particolare sul fronte libanese, dove secondo fonti iraniane continuano azioni ostili nonostante l’intesa annunciata. Il Pakistan, che svolge un ruolo centrale di mediazione, è stato nuovamente coinvolto per monitorare il rispetto della tregua e favorire una stabilizzazione duratura.
TRUMP ANNUNCIA LA TREGUA IN IRAN
Tregua di due settimane nella guerra tra Usa-Israele e Iran. Riapre lo stretto di Hormuz. La decisione nella notte. “Una grande giornata per la pace mondiale. L’Iran la vuole, ne ha abbastanza, e così anche tutti gli altri. Gli Stati Uniti d’America aiuteranno a gestire il traffico nello Stretto di Hormuz. Ci saranno molte azioni positive. Si guadagneranno molti soldi. L’Iran potrà iniziare il processo di ricostruzione. Faremo rifornimento di ogni genere di provviste e resteremo lì ad ‘aspettare’ per assicurarci che tutto vada bene. Sono fiducioso che andrà così. Proprio come stiamo vivendo negli Stati Uniti, questa potrebbe essere l’età dell’oro del Medio Oriente”. Così su Truth il presidente degli Stati Uniti Donald Trump.
IL PRIMO MINISTRO DEL PAKISTAN SHARIF “IRAN E USA IMPEGNATE PER LA PACE”
“Con la più grande umiltà, sono lieto di annunciare che la Repubblica Islamica dell’Iran e gli Stati Uniti d’America, insieme ai loro alleati, hanno concordato un cessate il fuoco immediato ovunque, inclusa il Libano e altrove, effettivo immediatamente. Accolgo con calore il saggio gesto e porgo la più profonda gratitudine alla leadership di entrambi i Paesi e invito le loro delegazioni a Islamabad venerdì 10 aprile, per ulteriori negoziati volti a un accordo definitivo per risolvere tutte le controversie. Entrambe le parti hanno dimostrato una saggezza e una comprensione straordinarie e sono rimaste costruttivamente impegnate a promuovere la causa della pace e della stabilità. Speriamo sinceramente che i Colloqui di Islamabad abbiano successo nel raggiungimento di una pace sostenibile e desideriamo condividere altre buone notizie nei prossimi giorni”. Così su X il primo ministro pakistano Shehbaz Sharif.
NETANYAHU “ISRAELE PRONTO A TORNARE A COMBATTERE IN QUALSIASI MOMENTO”
Israele “è pronto a tornare a combattere in qualsiasi momento, se necessario. Il nostro dito è sul grilletto”. Lo ha dichiarato il primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, in una dichiarazione video, la prima diffusa dopo l’annuncio del cessate il fuoco tra Iran e Stati Uniti, dopo che Washington e Tel Aviv il 28 febbraio scorso hanno iniziato a colpire obiettivi del regime iraniano. “Lo Stato di Israele ha raggiunto traguardi straordinari, traguardi che fino a poco tempo fa sembravano del tutto irrealizzabili. L’Iran è più debole che mai. Israele è più forte che mai. Questo è il punto cruciale dell’operazione fino ad ora”, ha aggiunto. Il capo dell’esecutivo israeliano ha chiarito che “il cessate il fuoco temporaneo è stato concordato con Israele. Gli americani non ci hanno colto di sorpresa all’ultimo momento. Questa non è la fine della guerra, ma una tappa nel cammino verso il raggiungimento di tutti gli obiettivi”.
Netanyahu ha quindi affermato che “se non avessimo lanciato l’operazione Spada di Gedeone e l’operazione Ruggito del Leone contro l’Iran, quest’ultimo avrebbe da tempo armi nucleari e migliaia di missili per distruggere Israele e minacciare la nostra stessa esistenza. Abbiamo fatto regredire il regime terroristico di anni. Il materiale nucleare arricchito lascerà l’Iran, tramite accordo o attraverso una ripresa dei combattimenti. Israele e gli Stati Uniti sono d’accordo su questo punto”.
IDF “RISPETTIAMO IL CESSATE IL FUOCO, MA LE OPERAZIONI IN LIBANO CONTINUANO”
In conformità con le direttive della leadership politica, le Forze di difesa israeliane “rispettano il cessate il fuoco nell’operazione contro l’Iran e rimangono in stato di massima allerta, pronte a rispondere a qualsiasi violazione”. Lo affermano le Idf nel primo commento dopo l’annuncio del cessate il fuoco in Iran da parte del presidente degli Stati Uniti, Donald Trump. Per quanto riguarda i combattimenti in Libano, “le Idf continuano le operazioni di combattimento e di terra contro Hezbollah”.Inoltre, “il Comando del fronte interno sta conducendo continue valutazioni della situazione e il pubblico sarà aggiornato su eventuali cambiamenti relativi alle linee guida di difesa”. L’aeronautica militare israeliana non ha condotto alcun attacco in Iran dalle 3 del mattino circa, dopo aver effettuato una serie di attacchi volti a ridurre il lancio di missili balistici iraniani contro Israele.
GUTERRES “BENE LA TREGUA, ORA SPIANARE LA STRADA PER UNA PACE DURATURA”
Il segretario generale dell’Onu Antonio Guterres accoglie “con favore l’annuncio di un cessate il fuoco di due settimane da parte degli Stati Uniti e dell’Iran”. Lo rende noto il portavoce Stéphane Dujarric, aggiungendo che Guterres “invita tutte le parti coinvolte nell’attuale conflitto in Medio Oriente a rispettare i propri obblighi ai sensi del diritto internazionale e ad attenersi ai termini del cessate il fuoco, al fine di aprire la strada a una pace duratura e globale nella regione”. Il segretario generale sottolinea “l’urgente necessità di porre fine alle ostilità per proteggere le vite dei civili e alleviare le sofferenze umane. Esprime sincero apprezzamento per gli sforzi compiuti dal Pakistan e dagli altri Paesi coinvolti nel facilitare il cessate il fuoco”. L’inviato personale del segretario generale, Jean Arnault, si trova nella regione per sostenere gli sforzi volti a una pace duratura.
COLLOQUI IRAN-USA, VANCE A CAPO DELLA DELEGAZIONE AMERICANA
L’Iran non ha ancora definito il capo della sua squadra negoziale nei colloqui con gli Stati Uniti. Lo riferisce una fonte citata dall’agenzia di stampa iraniana Tasnim, affiliata al corpo delle Guardie rivoluzionarie islamiche, i pasdaran. In precedenza, l’agenzia di stampa semi-ufficiale Isna ha rivelato che il presidente del Parlamento iraniano, Mohammad Bagher Ghalibaf, guiderà la delegazione di Teheran nei colloqui con gli Stati Uniti venerdì. L’agenzia ha affermato che il vicepresidente statunitense J.D. Vance sarà a capo della delegazione americana.

