Articolo scritto per Italynews in data 26 Marzo 2026
WASHINGTON DC – Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha lanciato un duro affondo contro la NATO, accusandola apertamente di non aver sostenuto Washington in una fase cruciale delle tensioni internazionali con l’Iran. Durante una riunione di Gabinetto alla Casa Bianca, il leader americano ha parlato di una grave mancanza di affidabilità da parte degli alleati occidentali, sottolineando come alcuni Paesi avrebbero addirittura rimandato un eventuale intervento militare a dopo la fine del conflitto.
Secondo Trump, si tratta di un comportamento che gli Stati Uniti non dimenticheranno facilmente, soprattutto perché rappresentava un’occasione per dimostrare coesione e capacità operativa. Il presidente ha quindi ribadito con forza un concetto chiave della sua visione geopolitica: l’autosufficienza militare americana, sostenendo che Washington non ha bisogno di supporto esterno per difendere i propri interessi.
Operazione “Epic Fury”: risultati oltre ogni previsione
Entrando nel merito delle operazioni contro l’Iran, Trump ha descritto la campagna militare come una delle più rapide ed efficaci mai condotte dagli Stati Uniti. L’intervento, denominato “Epic Fury”, avrebbe colpito in profondità le infrastrutture strategiche iraniane, tra cui basi missilistiche, centri di produzione di droni, sistemi di difesa aerea e asset navali.
Il presidente ha sottolineato come i tempi previsti per il raggiungimento degli obiettivi siano stati drasticamente ridotti: da diverse settimane a meno di un mese, grazie a quella che ha definito una “supremazia operativa schiacciante”. In particolare, Trump ha parlato di una quasi totale distruzione della capacità navale iraniana, presentando l’operazione come una dimostrazione concreta della potenza militare statunitense.
La minaccia nucleare e la narrativa della prevenzione
Uno dei punti centrali del discorso è stato il rischio legato al programma nucleare iraniano. Trump ha affermato che senza l’intervento americano, Teheran sarebbe stata a poche settimane dal possesso di armi nucleari, con il pericolo concreto di un loro utilizzo.
Questa narrazione rafforza la posizione della Casa Bianca secondo cui l’azione militare non sarebbe stata solo strategica, ma anche preventiva, finalizzata a evitare uno scenario catastrofico su scala globale.
Diplomazia aperta: un piano in 15 punti per la pace
Nonostante i toni duri, l’amministrazione americana ha ribadito di voler mantenere aperto un canale diplomatico. L’inviato speciale per il Medio Oriente, Steve Witkoff, ha confermato che gli Stati Uniti hanno già trasmesso a Teheran una proposta articolata in 15 punti, utilizzando il Pakistan come intermediario.
Il piano, di cui non sono stati diffusi i dettagli completi, includerebbe cessate il fuoco, limitazioni al programma nucleare e garanzie di sicurezza reciproca. Secondo Washington, esisterebbero margini concreti per un accordo, anche se fonti vicine all’Iran avrebbero mostrato scetticismo.
Il sostegno di Vance: “Iran indebolito, ora abbiamo più opzioni”
A rafforzare la linea della Casa Bianca è intervenuto anche il vicepresidente J. D. Vance, secondo cui le operazioni militari avrebbero ridimensionato drasticamente le capacità convenzionali iraniane.
Vance ha evidenziato come questo nuovo scenario offra agli Stati Uniti una maggiore libertà strategica, permettendo di valutare con più calma le prossime mosse, sia sul piano militare sia su quello diplomatico.
Sicurezza interna e lotta al narcotraffico
Trump ha poi collegato le operazioni militari a un obiettivo più ampio di sicurezza nazionale, sostenendo che l’intervento abbia contribuito anche a colpire le rotte del traffico di droga. In particolare, ha dichiarato che numerose imbarcazioni utilizzate per il trasporto di sostanze illegali sarebbero state distrutte, con una conseguente riduzione significativa dei flussi verso gli Stati Uniti.
Attacco ai Democratici e tensioni interne
Nel suo intervento, Trump non ha risparmiato critiche alla politica interna, prendendo di mira i Democratici per lo shutdown governativo in corso. Ha definito la situazione “inaccettabile e dannosa per i cittadini americani”, accusando l’opposizione di portare avanti un’agenda ideologica a scapito del Paese.
Il presidente ha inoltre minacciato misure drastiche se lo stallo politico dovesse continuare, evidenziando le ripercussioni concrete su servizi pubblici e trasporti.
Ucraina e gestione delle risorse militari
Rispondendo a una domanda sull’Ucraina, Trump ha spiegato che la redistribuzione delle risorse militari è una pratica normale, sottolineando che gli Stati Uniti dispongono di scorte ingenti dislocate in vari Paesi, inclusa l’Europa.
Ha poi precisato che il sostegno a Kiev continua, ma con un approccio diverso rispetto al passato: meno aiuti gratuiti e più forniture a pagamento attraverso la NATO, in un’ottica di maggiore equilibrio economico.
“Voglio fermare le morti”: la chiusura di Trump
In conclusione, Trump ha adottato un tono più conciliatorio, dichiarando che il suo obiettivo principale resta quello di ridurre il numero di vittime nei conflitti in corso. Ha parlato di migliaia di morti recenti, descrivendo la guerra come un “massacro” e sostenendo di avere le capacità per contribuire a una soluzione.

