Casa Bianca, Leavitt nega la versione dell’Iran: “Nessuno stallo sui colloqui”

Casa Bianca, Leavitt nega la versione dell’Iran: “Nessuno stallo sui colloqui”

Articolo scritto per Italynews in data 25 Marzo 2026

WASHINGTON DC – La portavoce della Casa Bianca, Karoline Leavitt, ha aperto il briefing settimanale con la stampa sottolineando l’intensità delle operazioni statunitensi in Iran nell’ambito della missione denominata “Epic Fury”.Secondo quanto dichiarato, nelle prime tre settimane sarebbero stati colpiti oltre 9.000 obiettivi strategici, con un impatto significativo sulle capacità militari iraniane.

Washington sostiene che gli attacchi con missili e droni da parte di Teheran siano crollati di circa il 90%, segnale – secondo l’amministrazione – di un indebolimento concreto del sistema difensivo e offensivo del Paese. Particolarmente rilevante, sempre secondo la Casa Bianca, sarebbe la distruzione di oltre 140 unità navali iraniane, incluse numerose imbarcazioni utilizzate per la posa di mine. Un risultato definito come uno dei più incisivi interventi contro una flotta militare dai tempi della Seconda guerra mondiale.

Pressione militare e apertura diplomatica

Leavitt ha evidenziato come il governo iraniano starebbe cercando una via di uscita dal conflitto. “La loro capacità di reagire si sta riducendo rapidamente”, ha affermato, aggiungendo che gli Stati Uniti hanno percepito una disponibilità al dialogo da parte di Teheran.

Negli ultimi giorni sarebbero infatti stati avviati contatti definiti “produttivi”, tanto da spingere il presidente Donald Trump a sospendere temporaneamente alcuni attacchi pianificati contro infrastrutture energetiche iraniane. La linea della Casa Bianca resta però chiara: priorità alla pace, ma senza rinunciare alla pressione militare. Se l’Iran non accetterà la situazione attuale, Washington è pronta a reagire con azioni ancora più incisive.

Avvertimento a Teheran

La portavoce ha lanciato un messaggio diretto: ulteriori errori di calcolo da parte dell’Iran potrebbero avere conseguenze pesanti. Secondo la ricostruzione americana, il Paese avrebbe già subito perdite significative a livello di leadership militare, marina, aviazione e sistemi di difesa. Qualsiasi escalation futura, ha precisato Leavitt, ricadrebbe interamente sulla responsabilità di Teheran qualora decidesse di non negoziare.

Attacchi strategici e controllo dello Stretto di Hormuz

Durante il briefing è stato inoltre confermato l’utilizzo di bombe ad alta potenza da 5.000 libbre contro strutture sotterranee utilizzate per lo stoccaggio di armi. Tra gli obiettivi colpiti, depositi contenenti missili anti-nave e sistemi mobili lungo la costa dello Stretto di Hormuz. L’obiettivo dichiarato è ridurre drasticamente la capacità iraniana di minacciare il traffico commerciale in una delle rotte marittime più cruciali al mondo.

Negoziati: nessuno stallo, ma riservatezza

Nel corso della sessione di domande e risposte, un giornalista ha chiesto chiarimenti sulle notizie secondo cui l’Iranavrebbe respinto un presunto piano in 15 punti degli Stati Uniti per porre fine alla guerra e se i colloqui fossero a un punto morto. Leavitt ha risposto che “i colloqui non si sono interrotti, continuano e sono produttivi”, invitando però alla cautela: “Metterei in guardia dal riportare piani speculativi basati su fonti anonime”. La portavoce ha precisato che “la Casa Bianca non ha mai confermato integralmente quel piano” e che “non entreremo nei dettagli dei negoziati in corso”.

Altri fronti: Iraq, Libano e politica interna

Nel corso dell’incontro con la stampa sono stati toccati anche altri temi:

  • Iraq: la Casa Bianca ha promesso verifiche su un attacco che ha causato la morte di sette soldati
  • Libano: nessun commento diretto sull’offensiva israeliana, ma confermata la preoccupazione per la situazione umanitaria
  • Politica interna USA: critiche ai democratici per lo shutdown del Dipartimento per la Sicurezza Interna, con disagi segnalati negli aeroporti e dimissioni tra gli agenti della sicurezza dei trasporti

Agenda internazionale e ruolo del vicepresidente

È stato inoltre annunciato che Donald Trump visiterà Pechino il 14 e 15 maggio, recuperando il viaggio che doveva svolgersi alla fine di questo mese prima del rinvio a causa della crisi con l’Iran. Infine, Leavitt ha ribadito il ruolo centrale del vicepresidente JD Vance nei negoziati, definendolo una figura chiave nel team di sicurezza nazionale e uno dei principali consiglieri del presidente su dossier sia interni che internazionali.