Trump lancia un ultimatum all’Iran: “Riaprite Hormuz entro 48 ore o colpiremo le centrali elettriche”

Trump lancia un ultimatum all’Iran: “Riaprite Hormuz entro 48 ore o colpiremo le centrali elettriche”

WASHINGTON DC — Il presidente americano Donald Trump ha lanciato un duro ultimatum all’Iran, chiedendo la riapertura immediata dello Stretto di Hormuz. In un messaggio pubblicato su Truth, Trump ha dichiarato senza mezzi termini: “L’Iran deve riaprire immediatamente e completamente lo Stretto di Hormuz. Senza minacce, senza ritardi. Hanno 48 ore. In caso contrario, distruggeremo le loro centrali elettriche e altre infrastrutture chiave.”

Lo Stretto di Hormuz rappresenta uno dei passaggi marittimi più cruciali al mondo. Situato tra Iran a nord e Oman e Emirati Arabi Uniti a sud, collega il Golfo Persico al Mar Arabico. Nel punto più stretto misura circa 33 km e all’ingresso e all’uscita raggiunge i 50 km. Vi transita circa il 20% del petrolio mondiale ed è fondamentale anche per il trasporto di gas naturale liquefatto (GNL). Ogni mese, in condizioni normali, oltre 3.000 navi attraversano questo corridoio strategico, ma il traffico è recentemente crollato a causa delle tensioni.

L’attuale escalation ha avuto inizio il 28 febbraio, quando Stati Uniti e Israele hanno condotto attacchi contro obiettivi in Iran. Da quel momento, Teheran ha reagito minacciando azioni contro petroliere e navi commerciali, arrivando di fatto a bloccare il passaggio nello stretto.

L’ultimatum di Washington segna un ulteriore inasprimento delle tensioni in una delle aree più sensibili del pianeta. Le conseguenze potrebbero essere significative: aumento dei prezzi del petrolio e del gas, interruzioni nelle catene di approvvigionamento energetico e maggiore instabilità geopolitica in Medio Oriente.

Paesi come Iraq, Kuwait, Qatar, Arabia Saudita ed Emirati Arabi Uniti dipendono fortemente da questo passaggio. La crisi nello Stretto di Hormuz rappresenta oggi uno dei principali punti di tensione globale. Con un ultimatum così esplicito da parte degli Stati Uniti, il rischio di un’escalation militare diretta appare sempre più concreto.