WASHINGTON DC – Il presidente Donald Trump ha inaugurato a Washington la prima riunione ufficiale del Board of Peace, il nuovo organismo internazionale pensato per guidare la ricostruzione e la stabilizzazione della Striscia di Gaza dopo anni di conflitti e tensioni. L’iniziativa, voluta fortemente dall’amministrazione statunitense, ha visto la partecipazione di rappresentanti di oltre 40 Paesi, tra cui l’Italia, presente con il ministro degli Esteri Antonio Tajanicome osservatore.
Trump ha descritto il Board come un “consiglio senza precedenti per importanza e influenza”, sottolineando che la partecipazione di governi, organizzazioni e partner internazionali è fondamentale per dare efficacia al progetto.
La FIFA e i giovani di Gaza
Tra i partecipanti spiccava la presenza del presidente della FIFA, Gianni Infantino, richiamato da Trump durante il suo discorso: “È un onore avere qui il presidente della FIFA, simbolo di come lo sport possa contribuire alla pace e alla speranza dei giovani”.
Infantino ha annunciato un impegno concreto dell’organizzazione internazionale: la raccolta di 75 milioni di dollaridestinati a progetti sportivi nella Striscia di Gaza, con particolare attenzione al calcio giovanile e alla ricostruzione di impianti sportivi danneggiati. L’obiettivo dichiarato è offrire ai ragazzi opportunità di socializzazione, formazione e speranza in un territorio colpito dalla guerra.
Fondi internazionali e investimenti Usa
Durante il suo intervento, Trump ha precisato che nove Paesi alleati hanno già stanziato oltre 7 miliardi di dollari per la ricostruzione e l’assistenza umanitaria a Gaza, parte di un totale stimato di circa 70 miliardi necessari per il pieno recupero del territorio. Gli Stati Uniti, ha aggiunto, investiranno ulteriori 10 miliardi di dollari all’interno del Board, senza però fornire dettagli sull’utilizzo specifico dei fondi.
“Il successo del Board dipenderà dalla reale volontà dei Paesi di impegnarsi sul campo”, ha sottolineato Trump, richiamando alla responsabilità i partner internazionali.
La linea dura contro Hamas
Il presidente americano ha ribadito l’intento di ottenere una demilitarizzazione completa di Hamas: “Se non consegneranno le armi, subiranno conseguenze molto severe”, ha avvertito. La mossa vuole essere un messaggio chiaro alla leadership palestinese, mentre prosegue la fragile tregua con Israele, ancora sotto pressione dopo gli ultimi scontri.
L’Iran al centro delle tensioni
Nel suo discorso, Trump ha dedicato ampio spazio anche alla questione iraniana. Gli Stati Uniti cercano un accordo significativo con Teheran per limitare le attività destabilizzanti nella regione e il programma nucleare iraniano. Tuttavia, il presidente ha messo in guardia: “Senza progressi concreti, possono succedere cose brutte”.
Nei giorni scorsi si sono svolti round indiretti di negoziati a Ginevra, finalizzati a ridurre le tensioni sul nucleare e sugli equilibri regionali. Pur giudicando costruttive le discussioni su alcuni principi generali, non è stato raggiunto un accordo definitivo. Sul terreno, gli Stati Uniti hanno rafforzato la presenza militare nel Golfo Persico, mentre l’Iran ha condotto esercitazioni nello Stretto di Hormuz, ribadendo di non trattare sotto minaccia.
Cooperazione internazionale e ruolo della NATO
Trump ha lodato il contributo di diverse nazioni europee e partner internazionali, pur riconoscendo che molti Paesi occidentali hanno partecipato principalmente come osservatori. “È incoraggiante vedere così tante nazioni interessate a fare la differenza”, ha detto, sottolineando che il coinvolgimento concreto è fondamentale per la riuscita dell’iniziativa.
Ha inoltre elogiato i rapporti con alcuni stati europei e con la NATO, definendo la cooperazione multilaterale “essenziale per affrontare crisi globali come Gaza”.
Obiettivi a lungo termine del Board di Peace
Il Board di Peace fa parte del più ampio piano di pace Usa per il Medio Oriente, con l’intento di coordinare risorse, governance e programmi di ricostruzione post‑conflitto. Alcuni osservatori internazionali temono, però, che l’organismo possa creare una sorta di “competizione con le Nazioni Unite” nel ruolo di principale centro di gestione delle crisi globali.
Trump ha inoltre lodato il Segretario di Stato Marco Rubio, sottolineando la sua decisione di ridenominare l’United States Institute of Peace in “Donald J. Trump United States Institute of Peace”, definendola una mossa “coraggiosa e sorprendente”.
Nonostante i proclami sulla pace e sulla collaborazione internazionale, la vera efficacia del Board resta incerta. La fragile tregua tra Hamas e Israele è ancora sotto pressione e, come ha sottolineato Trump, “tutto dipenderà dall’impegno reale dei Paesi sul terreno”.
La presenza della FIFA e l’investimento nei progetti sportivi giovanili rappresentano un segnale concreto di speranza e apertura, ma il futuro della Striscia di Gaza e dell’intera iniziativa rimane strettamente legato alle dinamiche politiche e militari del Medio Oriente.

